ATC, bandi deserti: la CUB Trasporti accusa “Contratto fermo dal 1997 e condizioni insostenibili, così…

Il sindacato denuncia la scarsa attrattività delle assunzioni: turni spezzati, retribuzioni basse, ferie difficili da ottenere, responsabilità elevate e un parco mezzi insufficiente. “Servono tutele, investimenti e un rinnovo contrattuale vero, non bandi ripetuti all’infinito”.

Non possiamo esimerci dall’intervenire sui bandi di assunzione ATC, pubblicati da mesi e che ancora continuano a non registrare i numeri dei candidati necessari. Quello che troviamo assurdo è che ogni volta la reazione è la stessa: stupore, sorpresa, smarrimento. Come se nessuno avesse mai immaginato che un contratto aziendale fermo dal 1997, condizioni di lavoro logoranti e un parco mezzi non certo all’altezza per la provincia, potessero non attirare folle di candidati entusiasti.


D’altronde, per trent’anni non si è mai pensato di rinnovare seriamente il contratto e ora però ci si meraviglia che nessuno si presenti. Un grande classico: prima si ignora il problema, poi ci si stupisce delle conseguenze.




Le condizioni proposte ai nuovi conducenti parlano da sole, e non serve un esperto di risorse umane per capirlo:



Turni estesi e spezzati, perfetti per chi ama vivere in funzione dell’orario di servizio.
Retribuzione base di circa 1.400 euro, ideale per chi cerca responsabilità e stress… ma senza esagerare con lo stipendio.
Ferie annuali quasi teoriche, con la quasi certezza di non poter utilizzare liberamente i 30 giorni previsti, spesso soggetti a rinvii o modifiche.
Riposi tra i più bassi della regione, spesso spostati per coprire la cronica carenza di personale.
Tutele insufficienti, in un contesto viabilistico che richiederebbe ben altro.
Responsabilità legali elevate, perché un po’ di rischio gratuito non guasta mai.



E poi c’è il dettaglio che continua a sorprendere solo chi non vive il servizio: non mancano solo gli autisti, mancano anche i mezzi! È capitato, e non di rado, che gli autisti restino senza vettura. Il parco autobus è ridotto costantemente da guasti, vetustà, manutenzioni lente, attese infinite per pezzi di ricambio soggetti allo scouting dei prezzi e una gestione che definire “complicata” è un complimento.

A questo punto la domanda è inevitabile: anche assumendo nuovi conducenti, con quali mezzi si pensa di farli lavorare?

Alla luce di tutto questo è evidente che i bandi non risultano attrattivi, ma la mancanza di personale non è certo un fulmine a ciel sereno: è la conseguenza diretta di un modello organizzativo che non valorizza la figura del conducente, non garantisce tutele adeguate e non investe opportunamente sul parco mezzi. E soprattutto, lo ripetiamo da mesi, anche se c’è qualcuno che continua a far finta di non sentire, è la conseguenza diretta di un contratto che non viene rinnovato da trent’anni.

Dopo un’attenta riflessione, i delegati di CUB Trasporti La Spezia ribadiscono che la soluzione non è riproporre bandi all’infinito, sperando che prima o poi qualcuno si presenti per miracolo. La soluzione è intervenire sulle condizioni di lavoro: retribuzione, riposi, ferie, sicurezza, tutela professionale, organizzazione dei turni e un piano serio di rinnovo dei mezzi.

Finché questi aspetti non verranno affrontati davvero, i bandi continueranno a non portare i risultati sperati e il servizio pubblico locale continuerà a soffrire la mancanza di personale e di mezzi, con il conseguente crescendo del malcontento anche dell’utenza. La visione della CUB Trasporti è chiara: finché il contratto resterà fermo a trent’anni fa, stupirsi della mancanza di candidati sarà solo un esercizio di fantasia.


CUB Trasporti La Spezia

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