Jacopo Cidale, il valore di un giornalismo alla ricerca della verità dei fatti

Il pensiero di Egidio Banti.

La chiesa di San Francesco di Sarzana era piena di persone, venerdì pomeriggio, per il rito di commiato a Jacopo Cidale, giovanissimo giornalista di Tele Liguria Sud, spentosi a soli trentadue anni per l’aggravarsi inersorabile di una grave malattia invalidante.


Già malato, Jacopo ha continuato sin quando ha potuto a districarsi tra microfoni e computer nella sede della televisione diocesana, che era divenuta un punto di riferimento importante per la sua vita. Come tutti i veri giornalisti (era iscritto all’Ordine da quattro anni), Jacopo ha fatto “gavetta” un po’ in tutti i settori, dalla cronaca alla politica (memorabile una sua intervista a Massimo D’Alema, che aveva definito “appropriate” le sue domande), e in particolare allo sport, al calcio.




Sono tempi in cui spesso si parla - cosa che appare comunque impossibile - di “crisi del giornalismo”. Ecco, testimonianze come quella di Jacopo danno speranza non solo a coloro che operano e lavorano, magari come a Tele Liguria Sud da volontari, in questo mondo sempre più difficile, ma anche ai lettori e agli ascoltatori.



Il vescovo Palletti, in un messaggio di cordoglio inviato alla famiglia, ha voluto richiamare “l’assidua perseveranza” dell’impegno di Jacopo, ricordato anche da monsignor Pier Carlo Medinelli, che ha celebrato la Messa funebre con don Gianni Sarti, cappellano ospedaliero. Alla madre Laura, agli zii e alle cugine le nostre condoglianze.



(Egidio Banti)

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